Terapia Infiltrativa del Ginocchio

Prima di procedere con un trattamento fisioterapico- infiltrativo è essenziale fare distinzione:

  • Paziente giovane e anziano
  • Lesione traumatica e degenerativa
  • Tipologia della lesione

Paziente Giovane: il ginocchio è stabile e non vi sono segni di blocco articolare, il trattamento conservativo potrebbe essere sufficiente per una guarigione completa del menisco lesionato. Nel caso invece che all’interno dell’articolazione sia presente un frammento di menisco mobile l’intervento di asportazione chirurgica è assolutamente necessario.

Pazienti adulti-anziani in cui la lesione avviene senza un evento traumatico significativo, necessitano invece di un periodo di attesa. Grazie ai movimenti può infatti accadere che queste sfrangiature meniscali si limino facendo scomparire il dolore non necessitando di intervento. E’ quindi importante che il paziente si armi di buona pazienza sopportando per qualche mese il fastidio ed il dolore locale seguendo con attenzione le indicazioni prescritte.

Trattamento Conservativo:
In pazienti in cui non si sono verificati eventi di blocco articolare trova indicazione Il protocollo R.I.C.E (blocco, ghiaccio, compressione ed elevazione) può essere sufficiente per risolvere il problema. In base a queste regole l’arto leso va innanzitutto immobilizzato e messo a riposo. Si provvederà poi ad applicare del ghiaccio sulla zona lesionata (quattro o cinque applicazioni quotidiane per 20 minuti nelle 24-48 ore successive al trauma). La crioterapia, associata al riposo contribuirà così a ridurre il gonfiore ed il dolore locale. Soltanto sotto consiglio medico, si possono assumere degli antinfiammatori non steroidei per tenere sotto controllo il dolore. Per ridurre il dolore e aiutare la guarigione può essere eseguita fisioterapia( Tecar, Laser ecc).

Un’Artrocentesi (aspirazione con una siringa del liquido all’interno del ginocchio) può essere eseguita per dare sollievo al paziente e fare diagnosi di lesione meniscale e o legamentosa. Nelle forme degenerative dopo aver eseguito un’Artrocentesi può essere eseguito un ciclo d’infiltrazioni.

Acido ialuronico è un componente fondamentale del liquido sinoviale. Tale liquido è posto all’interno delle articolazioni con lo scopo di proteggere la cartilagine dall’usura e da carichi eccessivi.
L’invecchiamento articolare, così come quello cutaneo, si associa ad un decremento nella produzione di liquido sinoviale. Il liquido sinoviale, oltre ad ammortizzare i movimenti assicura il nutrimento alla cartilagine, accelerandone i processi riparativi. 
Esistono molti tipi di acido ialuronico e quindi la modalità di somministrazione variano in funzione del tipo di acido e dalla condizione clinica del paziente. La scelta dell’acido viene fatta sulla base dell’età del paziente e della patologia presente.

Cosa sono le cellule Staminali-Mesenchimali
Cellule mesenchimali sono presenti nei vari tessuti e responsabili dellarigenerazione dei tessuti connettivi, delle ossa, della cartilagine e dei muscoli.
Nella pratica clinica ortopedica, le più comuni fonti di cellule mesenchimali sono:

  • Il midollo osseo si esegue con prelievo da cresta iliacasi predilige come coadiuvante durante interventi
  • Tessuto adiposo oggi rappresenta la prima scelta per le infiltrazioni articolari

In entrambe le condizioni il prelievo va effettuato in sala operatoria ed il materiale prelevato deve essere centrifugato con apposito strumentario e iniettato subito dopo aver effettuato un’adeguata concentrazione.
Il prelievo da cresta in altri distretti
Quello adiposo
Il paziente deve essere a conoscenza di:
la numerosità delle cellule varia in funzione dell’età utile in quadri di artrosi media si tratta comunque di un intervento di 20 minuti che deve essere eseguito in sala operatoria e richiede una anestesia. La sede del prelievo può causare dolore  per giorni ha un rischio di infezione la capacità antiinfiammatoria è elevata ma rigenerativa tessutale poca.
Sono controindicate nel caso in cui l’articolazione sia completamente danneggiata. Non possibili in pazienti che abbiano avuto neoplasie, leucemie e linfomi.

Concentrato di piastrine Pappa Piastrinica Prp
Attraverso tecniche di centrifugazione del sangue umano, può essere ottenuto un concentrato di piastrine (anche definito PRP, gel di piastrine, plasma ricco di fattori di crescita), il cui razionale d’uso risiede nel fatto che le piastrine, di cui è ricco il PRP, rilasciano numerose sostanze che promuovono la riparazione tissutale e influenzano il comportamento di altre cellule che regolano i processi rigenerativi, anche nell’artrosi al di ginocchio. 
Il concentrato piastrinico è utilizzato da decenni in diverse branche della medicina, è una terapia maneggevole e poco costosa, facilmente disponibile sul territorio. Non presenta particolari rischi, poiché viene ottenuto dal prelievo di una piccola quantità di sangue umano. 
L’efficacia dei concentrati piastrinici come terapia rigenerativa delle lesioni della cartilagine è stata ampiamente documentata da numerosi studi clinici. 
Tuttavia è dimostrato che l’efficacia del concentrato piastrinico è strettamente dipendente dalle modalità di preparazione e di somministrazione del prodotto.
Concentrati piastrinici ottenuti con piccole centrifughe possono non essere altrettanto efficaci di concentrati piastrinici ottenuti con tecniche di concentrazione più sofisticate utilizzate ad esempio in un laboratorio.